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Die Krume Brot

Lukas Bärfuss

Antú Romero Nunes / Theater Basel

mer 21.05. — 19:00 — Theater Casino Zug

durata 200' (CON PAUSA) – tedesco – Sopratitoli francese, inglese – Da 13 anni

Una pièce sulla povertà e sulla ricchezza

Emma fa parte delle persone privilegiate. Ha successo e un partner affabile con il quale assapora la vita dei ricchi e belli  – double income, no children. Abitano in Svizzera, per la precisione a Zurigo, «cuore del capitalismo». Allora perché Emma dovrebbe confrontarsi con il suo passato, chiedersi come mai è stata cresciuta da genitori adottivi e perché sua madre l’ha abbandonata, per poi scomparire per sempre? Ma soffre di incubi: questioni irrisolte, non elaborate e represse sembrano rumoreggiare dentro di lei. Così, all’inizio con riluttanza, cede alle voci che la spingono a cercare tracce del suo passato. Nella sua infanzia e oltre. Insieme alla sua protagonista Emma, interpretata dalla splendidamente versatile Gina Haller, la pièce sprofonda, noi sprofondiamo in un’altra epoca, molto più dura, fredda e povera. Ci immergiamo in una Svizzera che, proprio come Emma, vorremmo dimenticare e reprimere perché è sprezzante, patriarcale, perbenista, compiacente e xenofoba. E sospettiamo che quello che stiamo incontrando non sia principalmente il passato, ma semplicemente il rovescio della medaglia del benessere. Ciò che si cela sotto le amichevoli e brillanti apparenze.

Adelina (Gala Othero Winter), la mamma di Emma, è nata a Zurigo, figlia di una coppia di immigrati italiani. Suo padre, un ex soldato traumatizzato dalla seconda guerra mondiale e dall’Italia fascista, non si ambienterà mai nel nuovo posto. È la madre a portare avanti la famiglia, ma i mezzi non bastano mai a nulla. Adelina sembra perpetuare la sfortuna dei suoi genitori: non riesce a imparare a leggere, rimane incinta troppo presto e, alle prime difficoltà, viene abbandonata dal padre della neonata, un operaio edile italiano dalla personalità bizzarra. Con nient’altro che debiti e un bebè urlante. E noi apprendiamo cosa significa affrontare la vita quotidiana come madre single analfabeta senza diritto di rimanere in Svizzera. Adelina incontra anche persone gentili che desiderano aiutarla, almeno lungo una parte del suo cammino. A volte se la cava abbastanza bene. Finisce in Italia, incontra gli attivisti delle Brigate Rosse e comincia a capire che il suo, forse, non è solo un destino individuale e autoinflitto.

Ma poi c’è la bambina. C’è l’orgoglio, che può essere subordinato alla gratitudine solo a determinate condizioni: «Non aveva bisogno di compassione e nemmeno di pietà, non ancora, avrebbe dovuto affidarsi alla pietà quando gli ultimi residui di rispetto per sé stessa fossero andati perduti, quando le cose fossero ulteriormente precipitate, da un abisso a un altro, ancor più profondo».

Julie Paucker

 

Lukas Bärfuss, uno degli autori svizzeri più importanti e politicizzati, ma anche un esperto di teatro, ha adattato il proprio romanzo («Die Krume Brot», 2023) per il Theater Basel, estendendolo alla cornice narrativa dell’adulta Emma. Così, la storia inizia e finisce nel presente. È proprio questo riferimento al presente che ci toglie la terra sotto i piedi mentre guardiamo lo spettacolo. No, non vogliamo avere nulla a che fare con questo mondo rigido, egocentrico e ostile. Ma per meritare l’appellativo di società moderna dovremmo approfondirne il significato, chiederci per esempio cosa richiede da noi il benessere di una società. E chi vive in questa società senza trarne beneficio. Il regista e condirettore teatrale Antù Romero Nunes e la Basler Compagnie sono vitali e giocosi come li conosciamo, ma in un certo senso più seri, più modesti, come se il riverbero della povertà e del destino di Adelina li avesse resi un po’ riflessivi.

  • Crediti

    Di: Lukas Bärfuss
    Con: Elmira Bahrami, Andrea Bettini, Fabian Dämmich, Vera Flück, Gina Haller, Kay Kysela, Jörg Pohl, Gala Othero Winter
    Autore: Lukas Bärfuss
    Concetto: Antú Romero Nunes / Basler Compagnie
    Regia: Antú Romero Nunes
    Scenografia: Matthias Koch
    Costumi: Lena Schön & Helen Stein
    Musica: Anna Bauer
    Drammaturgia: Michael Gmaj
    Luce: Vassilios Chassapakis
    Suono: Jan Fitschen, Ralf Holtmann, Christof Stürchler, Arev Imer
    Direttore di scena: David Böse
    Assistenza: Regieassistenz: Nima Aron Zarnegin
    Soufflage: Mia Holz
    Diffuzione: Flavia Kistler
    Produzione: Theater Basel
    Sostegno: Theaterverein Basel, Kantonsspital Basel, Gönnerkreis

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